Il Protagonista della settimana: Speciale

I Protagonisti della Settimana — Jacopo Pelliccioni
I PROTAGONISTI DELLA SETTIMANA • SPECIALE

Jacopo Pelliccioni, 101 gol e una storia che va oltre i numeri

Ci sono momenti in cui il campo passa in secondo piano, nonostante i verdetti ancora incandescenti dei vari campionati. Momenti in cui una storia merita di essere raccontata, celebrata, fermata nel tempo. Perché quando un giocatore supera certi traguardi, non si parla più solo di calcio, ma di identità, appartenenza e memoria.

E allora sì, “I protagonisti della settimana” torna. E lo fa per un motivo preciso: non potevamo non celebrare ciò che è successo.

Pelliccioni esulta

101 volte Pelliccioni: la bandiera che resiste al tempo

Cento volte, anzi centouno. Ci sono numeri che raccontano molto. E poi ce ne sono altri che, da soli, non bastano. Perché dietro quei numeri ci sono corse, scelte, cadute e risalite. E soprattutto un legame che va oltre il campo da gioco. Jacopo Pelliccioni, classe 2000, con la doppietta rifilata ai Moscianesi nel 4-0 di sabato, ha superato quota 100 gol con la maglia dell’Athletic Tortoreto. Un traguardo raggiunto in 147 presenze, distribuite in cinque stagioni e mezzo. Una media importante, certo. Ma anche riduttiva, se si prova a racchiudere in una statistica ciò che rappresenta per questo club. Perché Pelliccioni non è semplicemente un attaccante prolifico. È una bandiera. Una di quelle figure che il calcio moderno, fatto di cambi continui e appartenenze fragili, sembra aver quasi dimenticato. All’Athletic Tortoreto c’è dal primo giorno. Dalla fondazione. Da quando i biancazzurri erano poco più di un’idea con l’obiettivo di raccogliere l’eredità del Tortoreto e dei suoi ragazzi. In un’epoca in cui si cambia maglia con facilità, lui ha scelto una strada diversa: restare, costruire, rappresentare. Cresciuto nei settori giovanili di Tortoreto, Giulianova e Alba Adriatica, con l’esordio tra i grandi in Prima Categoria con l’Alba Tortoreto, Jacopo ha deciso presto da che parte stare. E non ha mai cambiato direzione. Esterno offensivo di sinistra, destro naturale, fantasia e imprevedibilità. Uno di quei giocatori che non si liberano del pallone, ma lo trasformano. Che puntano l’uomo, rientrano e calciano. Che si prendono responsabilità: dal dischetto, su punizione, nei momenti in cui il pallone pesa di più. E poi ci sono i gol. Centouno storie diverse. Alcune spettacolari, come lo slalom del 2019 contro i Moscianesi: partenza da centrocampo, avversari saltati uno dopo l’altro, portiere compreso, e un intero campo in piedi ad applaudire. Altre decisive, come l’1-0 contro l’Hadranus nella stagione 2021/22, una vittoria che aprì la strada verso un’indimenticabile promozione. Nel mezzo, tutto il resto. La fascia di capitano arrivata quasi naturalmente. La leadership nello spogliatoio. Un attaccamento che va oltre la maglia, diventata ormai una seconda pelle. Perché Jacopo, per l’Athletic, c’è sempre stato. Nei momenti più alti, come la promozione in Seconda Categoria, e in quelli più duri, quando c’era da rialzarsi dopo una retrocessione ai playout. Anche da lì si è ripartiti: dalle sue lacrime, trasformate in responsabilità, in riscatto, in voglia di riportare l’Athletic Tortoreto dove sente che merita di stare. Pelliccioni non è soltanto il miglior marcatore della storia del club. È una delle sue fondamenta. Un simbolo. Un punto di riferimento. E mentre il conto continua a salire, la sensazione, più ancora della speranza, è che questo traguardo non sia un punto d’arrivo, ma solo un altro capitolo di una storia sempre più rara. Quella di una bandiera. 101 volte grazie, capitano.
Pelliccioni con il tricolore

Ci sono storie che meritano di essere raccontate. E poi ci sono storie che meritano di restare. Quella di Jacopo Pelliccioni è una di queste.

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Articolo e immagini forniti dalla società Athletic Tortoreto